Con Cristo non ci sono problemi, senza Cristo non ci sono soluzioni.
Il bene non si impone, si sceglie. E imporre il bene vuol dire fare il male.
(Frulla e rifrulla per la testa, da qualche ora...)
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IL PRANZO Una scodella in mano, alcuni dei trecento reclusi dell’ospedale psichiatrico giudiziario di Aversa si mettono in fila per il pranzo (New Foto Sud) |
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NELLE STANZE Un malato si riposa su un letto dell’ospedale; le stanze non sono state ammodernate, i muri sono scrostati, mancano i soldi per i restauri |
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FOTO D’EPOCA Un paziente dell’allora manicomio criminale di Aversa subisce un elettrochoc. A sinistra, un malato psichiatrico nel cortile (Contrasto) |
Si parlava di una ragazzina dodicenne che, filmata, praticava sesso orale con altri ragazzi, nascosta in un garage.
Giovanni: "Dove siamo finiti?".
Antonio: "Le spezzerei le gambe!".
Valeria: "Se fossi padre di uno dei ragazzi, sai che paliatone!".
Ho chiesto: "Se non c'è stata violenza da parte dei ragazzi... perché parlate così? Che c'è di male in un pompino?".
Meraviglia nell'uditorio.
Antonio (il piccolo... perché io sono un pò chiatto... lui è un grissino): "Ma come? Proprio tu! Parli cosi?".
Antonio (me medesimo... quello grande): "Non eri proprio tu che dicevi che la mia libertà finisce dove inizia la tua? Ecco, ammesso che non ci sia violenza e ammesso che la ragazzina abbia prestato il consenso anche alla ripresina, in cosa la ragazzina ha leso la libertà altrui, la tua, quella di suo padre, quella del giornalista di cui leggiamo l'articolo? Se relativismo deve essere, relativismo sia".
Valeria: "Antonio! Non ti riconosco proprio! Ma ti rendi conto che abbiamo proprio perso il senso del pudore! Che i ragazzi non attraversano più quella splendida fase di conoscenza di sé durante l'adolescenza? Ti rendi conto che dovremmo insegnare a questi ragazzi che il sesso è si splendido ma occorre andarci incontro con responsabilità e coscienza?".
Antonio (me medesimo... quello chiattoncello): "Belle parole! Accendi la TV, apri i giornali, sfoglia i settimanali e guarda il sesso come viene presentato, poi torna e raccontami se la dodicenne non è frutto ovvio di quanto gli hanno insegnato gli adulti, da quelli prima di noi a noi che lo siamo appena diventati".
Giovanni: "Beh... ma che c'entra? La ragazzina non è matura né biologicamente né psicologicamente per fare certe schifezze".
Antonio (me medesimo... sempre quello grande): "Perché parli di "schifezze"? Il sesso è bellissimo, l'hai sempre detto pure tu con me, aggiungendo, senza trovarmi d'accordo, che più libero è da preconcetti, pregiudizi, problematiche procreative, è più bello è! Mò perché stai a chiamare certe cose "schifezze"? Biologicamente, poi, che vuol dire? Biologicamente le ragazzine di dodici anni sono anche pronte a portare avanti una gravidanza! Psicologicamente, poi, perché mai? Non eri tu a definire il sesso come un ottimo svago? Forse che una ragazzina non possa svagarsi con il più sano e divertente divertimento che esiste? Se i ragazzi si divertono, che c'entrano biologia e psicologia? Tutto sommato, ancora una volta, se relativismo deve essere, relativismo sia!".