Con Cristo non ci sono problemi, senza Cristo non ci sono soluzioni.

Luca ha quasi tre anni.
Luca, lunedi prossimo, inizierà ad andare alla scuola materna.
Di Luca inizierò a non sapere più tutto ciò che gli capita...
So tutto quel che succede a Luca, in ogni ora del giorno, perché sta sempre con la mamma, con papà e, le rare volte che è affidato ai nonni, non è mai stato con loro per più di due ore.
E' un cordone ombelicale che, giustamente, si stacca. Il suo, quello di Luca, s'è staccato nel dicembre di tre anni fa. Il mio è duro a cedere...
Ho paura degli uomini neri.
Ne ho paura io per il mio cucciolo che paura del mondo non ha.
Ne ho paura perché, avevo sei anni, un uomo nero ha sfiorato la mia innocenza di bambino.
E sono giorni che sto qui http://www.associazioneprometeo.org/ e sto qui http://massimilianofrassi.splinder.com/ a informarmi, a dotarmi di qualche strumento per evitare che anche l'innocenza del mio bambino possa essere solo lontanamente sfiorata.
E prego il Signore che mi dia la serenità giusta per parlare con mio figlio di tutto quel che succede, di diventare per lui il papà con cui si può parlare... di tutto...
Duro mestiere quello del genitore...
Forse so dove abita un angioletto.
Era il giugno del 2005. Maria Grazia era felicemente sposata da due anni con Giovanni. Aveva un bellissimo bambino, Michele, un anno appena compiuto, splendido dono del Signore e frutto gioioso del loro amore coniugale.
Maria Grazia, splendido esempio di mamma e moglie e studentessa, in quel mese di giugno, doveva discutere la sua tesi di laurea in Economia e Commercio. In quegli stessi giorni scoprì di aspettare un altro bambino. Felicità. Gioia. Preoccupazione per la ancor tenera età del suo primo pargoletto. Sentimenti subito condivisi con un altrettanto felice Giovanni.
La sera della piccola festa il titolo di studio, il piccolo Michele porta alla sua mamma dottoressa un mazzolino di fiori, piccolo abbastanza per la sua manina, ed una letterina proveniente direttamente dal pancino. Ricordo qualcosa di quella poesiola, scritta per l'occasione dal papà innamorato: "Cara e dolce mia mammina, non so ancora se piccina o piccino tuo sarò, dal pancione dove sto un augurio io ti dò..." o qualcosa del genere.
Gli invitati capirono in un attimo chi era il mittente e nella piccola sala si levò un "oooooh" di felicità. Qualcun altro ebbe modo, invece, di dire che per avere un altro bimbo a poca distanza dal primo ci vuole un pò di follia; magari, suggeriva, si poteva aspettare un pò.
Lucia, madre di Maria Grazia, prossima a diventare nonna per la seconda volta si decise ad un'operazione proprio in vista dell'arrivo del nuovo bebé. Da anni in cura per quel problema fisico, non aveva mai pensato all'operazione per asportarlo, né il suo medico l'aveva mai spinta in tal senso. Una nuova visita da un nuovo specialista a Bologna la spinse all'intervento, perché, se l'operazione fosse divenuta necessaria, con l'età vi potevano essere dei fattori di rischio aggiuntivi.
Subito, non appena potè, Lucia si operò e scoprì che quanto asportato conteneva diverse cellule tumorali e, soprattutto, scoprì che quelle cellule tumorali stavano per aggredire gli organi vicini; mancava ormai poco tempo e ciò sarebbe avvenuto.
Lucia scampò un pericolo e da allora dice che Luca, il secondogenito di Maria Grazia e Giovanni, è il suo personale angelo custode venuto al mondo, un pò a sorpresa, ma con un preciso scopo.
Un caso? Probabilmente sì. Amo tuttavia pensare che questo non è che segno di quanto il Signore ci sia vicino.
Oggi, mi sono commosso guardando questo video.
Non so quanti ricordano dei due appelli-denuncia dello scorso mese di dicembre, per segnalare il rischio di chiusura per il centro AIAS onlus di Cicciano (NA), dove sono ospitati 46 ragazzi (24 ore su 24, 7 giorni su 7), tra cui Andrea, figlio di miei due carissimi amici: Gregorio e Annamaria.
Ebbene, è con enorme gioia che vi annuncio che la sforbiciata sul numero di autorizzazioni (da 46 a 23) è stata scongiurata. Un grande grazie a chi, in qualsiasi modo o forma, si è adoperato perché il problema si risolvesse, anche se con la lentezza classica della nostra burocrazia.
Dal luogo di luce e di pace dove ti trovi,
oh Tommaso,
prega per tutti i bimbi che soffrono
in questo mondo che sembra dominato dal male.
Mio figlio Giuseppe ama le canzoni dello Zecchino d'Oro e soprattutto la canzone "Cane e Gatto". Insieme con un'altra decina, tutte le sere per una mezzoretta vuole ballarle con papà. Ieri sera ho fatto caso alle parole della canzoncina che cito, nella sua terza ed ultima strofa:
Un giorno i due animali si incontrarono di notte
Si presero un po' in giro e si diedero le botte
Ma tante, tante, tante e tutte sul groppone
E senza che nessuno ne sapesse la ragione.
Ma quando il gatto udì che il cane miagolava
E quando il cane udì che il gatto abbaiava
Capirono che ognuno può imparare a fare "bau"
Capirono che ognuno può imparare a fare "miao".
A pensarci bene, tra noi blogger ci comportiamo esattamente come questo cane e questo gatto. Sul weblog ho imparato che il rispetto delle idee altrui si può imparare. Penso a Solid e DarkPincho e come hanno imparato in questi ultimi tempi ad ascoltare la voce di chi è cattolico come me, dimostrando maturità nel chiudere un blog poco costruttivo. Penso a Syd e a come sta via via diventando possibile imparare ciascuno a parlare come l'altro. Penso a Histon con cui sto provando ad aprire un discorso altrettanto costruttivo. Penso a tanti altri che, con meno frequenza, ho incontrato nei blog di Filaretum, Freedom e Benedetta (indimenticabile lo scambio, aspro purtroppo, di opinioni sul vegetarianesimo). Penso ad una discussione avuto con Alex ai tempi di Ruini che interveniva sulle intercettazioni telefoniche e sui PACS, materia sulla quale ho anche postato e ad un'altra altrettanto interessante discussione che ho avuto sullo stesso blog con Elisa, che ha votato SI ai referendum sulla fecondazione assistita, la quale mi ha fatto nascere l'idea di aprire un blog tutto mio per capire se son capace di imparare a fare "bau".
Ieri, nel giorno in cui la Chiesa ricorda e solennizza il Battesimo di Gesù il mio secondogenito Michele è stato battezzato.
Non voglio qui parlare del Sacramento in sé, ma solo della profonda emozione che ho provato, identica e forte come quella che provai il giorno del battesimo del mio primo figlio Giuseppe. Voglio solo raccontare del brivido che ho sentito nel vedere il sacerdote versare acqua sul capo e pronunciare la formula del rito: "Michele, io ti battezzo nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo", sull'onda del comandamento di Gesù, dato ai suoi apostoli prima di ascendere al cielo: "Andate dunque e ammaestrate tutte le nazioni, battezzandole nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo" (Mt. 28,19).
Prego il Signore che essi diventino forti e sani, ma soprattutto santi, come il Signore vuole che siano tutti gli uomini.
Prego il Signore, spesso, che mi aiuti ad essere un buon padre, fedele alla promessa che ho fatto in Chiesa di aiutare questi bambini a crescere nella fede, ma soprattutto pronto a capire i problemi che essi incontreranno lungo il loro cammino, a rispettare la loro volontà, a farmi trovare sempre al loro fianco in tutte le circostanze, liete e non liete, della vita.
Prego il Signore mi aiuti a guidare questi cuccioli che mi ha affidato non con l'atteggiamento di colui che dice cosa fare e cosa no, ma facendo loro capire che ci sono sempre due braccia pronte ad aprirsi, una persona pronta a consigliare, capire, amare.
Difficile mestiere quello del genitore!
P.S. Nell'immagine, Il Battesimo di Gesù, di Piero della Francesca.
Quanti bei ricordi! La mattina del 6 gennaio, puntualmente, alle sei del mattino, lei, la befana, mi faceva trovare il calzino che avevo appeso al caminetto stracolmo di dolciumi (sono sempre stato un bimbo buono…) ed un giocattolo fantastico! E lei, mia sorella maggiore, mi tirava giù dal letto, nonostante il sonno che avevamo, perché c’era poco tempo: bisognava giocare tutta la giornata, perché il dì successivo era già necessario ritornare tra i banchi! Il gioco che ricordo con più piacere è di sicuro la mia polystil! Una splendida, e per i bimbi di oggi, antiquata pista di automobiline da F1!
La Befana vien di notte
con le scarpe tutte rotte
vento e gelo l'accompagna,
viene, viene la Befana.
Vien dai tetti a notte fonda,
pioggia e neve la circonda
soffia pur la tramontana,
viene, viene la Befana.
Porta un sacco pien di doni
da lasciare ai bimbi buoni,
ma ai bambini birichini
solo paglia e sassolini.
Oggi, 28 Dicembre 2005, sul calendario (di quelli che ancora riportano il santo del giorno) si legge: SS. Innocenti.
Questo è periodo di festa, soprattutto per i bambini, e dopo la riflessione sulla morte di Santo Stefano, primo martire della Chiesa, si ode un pianto ed un lamento, quello delle madri e dei loro figli che vengono strappati alla vita in tenera età e barbaramente trucidati da un nevrotico despota che già aveva provveduto ad uccidere molti dei suoi figli e tutte le sue mogli per paura che gli portassero via il trono.
Tante sono le riflessioni che si possono fare.
Si tocca il mistero di Cristo, più volte perseguitato, profugo, oppresso e sempre liberato e fatto risorgere da Dio.
Si tocca il mistero del male, della sofferenza provocata dalla violenza e il dolore dell'innocente che è l'ingiustizia più grande.
E mi viene di pensare, è più forte di me, ai tanti innocenti che la luce non l'hanno mai vista, vittime, prima che dell'aborto in quanto tale, dell'indifferenza degli uomini che, irresponsabilmente, li hanno concepiti, dell'indifferenza della medicina che pensa solo a "risolvere il problema" di una gravidanza indesiderata.
Il post sul giuramento di Ippocrate, immediatamente precedente a questo, è stato pubblicato anche su blogfriends nel pomeriggio di ieri, 27 dicembre. Ne è nata una nuova mia riflessione, di quelle "sparse", sull'aborto che voglio riportare anche qui.
L'idea è semplice. La legge sull'aborto, lungi da me dal volerla abolire, non è da sola sufficiente a circoscrivere il problema della maternità indesiderata. Serve una reale politica di sostegno alla famiglia.
Cavoli, mister Berlusconi, questi 1126 euro che devo avere per i miei due bimbi nati tra il 2003 e il 2005, non li voglio! No. Non li voglio!Quei soldi, adoperati per un provvedimento temporaneo, usali per fare qualcosa di strutturale.
Di idee te ne posso passare:
- si allunghi la maternità delle donne lavoratrici, che oggi tornano al lavoro quando un bambino sta per essere svezzato, in un periodo cioè di massima particolarità per un cucciolo d'uomo;
- dei tanti alloggi di stato che vengono venduti ai privati (spesso per meno di trenta denari!), se ne passi uno alle ragazze madri, e ve ne sono tante, abbandonate da "scimmioni fecondatori e irresponsabili" ed anche, addirittura, dalla loro famiglia che vive la gravidanza come una "macchia";
- tra i tanti corsi di formazione che le regioni finanziano, tra i tanti stupidi che vengono organizzati (non dimenticherò mai quello per le veline e ancora mi chiedo: chi l'ha seguito, cosa fa?) si faccia in modo che ve ne siano per operatori da far lavorare nei consultori, in modo tale che, con coscienza, con competenza, con calma, le donne in difficoltà vengano effettivamente aiutate a prendere questa benedetta "ultima decisione", cercando di ascoltare anche la voce di chi, da luoghi in cui non può essere ascoltato, chiede solo di venire alla luce;
- si aumentino le risorse per asili nido comunali, per accedere ai quali sembra alle volte di partecipare ad una lotteria.
Insomma, di cose da fare, prima di abortire, ce ne sarebbero. O sono completamente in errore?
P.S. L'immagine riportata è "La strage degli Innocenti", Giotto, Cappella degli Scrovegni.