Il Cattolico Protestante

Con Cristo non ci sono problemi, senza Cristo non ci sono soluzioni.

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Blogger: Anto74
Nome: Antonio
Porto gli occhiali, ma non i baffi... Sono un cattolico praticante, tanto praticante che qualche mio caro amico mi da del "bizzoco", cioè di colui che accetta acriticamente le verità di fede che la Chiesa Cattolica propone. Sarà vero? Su questo blog inserirò "pensieri sparsi": quello che penso su tutti gli argomenti, senza ordine, senza un criterio, senza scalette. Soprattutto senza sentire il bisogno di essere letto a tutti i costi come mi sembra accada alla grande maggioranza dei blogger, ma con la voglia di condividere i miei "pensieri sparsi" con coloro cui capiterà di leggerli. E vorrò vedere se sono davvero bizzoco...

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giovedì, 09 marzo 2006

Il nuovo 5 per mille.

Una firma per il sociale o per la ricerca

Un meccanismo semplice e concreto che consente di aiutare il mondo del sociale o quello della ricerca scientifica. E' questo il senso del nuovo sistema del 5 per mille introdotto sperimentalmente dalla legge finanziaria per l'anno 2006, che ha ufficialmente preso il via con la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale del DPCM del 20/01/06. Grazie a questa novità i cittadini potranno scegliere di destinare una quota pari al 5 per mille del proprio imponibile IRPEF alle seguenti finalità: 

  1. sostegno del volontariato, delle organizzazioni non lucrative di utilità sociale (ONLUS), delle associazioni di promozione sociale e di altre fondazioni e associazioni riconosciute;
  2. finanziamento della ricerca scientifica e delle università;
  3. finanziamento della ricerca sanitaria;
  4. attività sociali svolte dal comune di residenza.

Il meccanismo del 5 per mille, in applicazione dalla dichiarazione dei redditi 2005, si affianca al già consolidato 8 per mille e rappresenta un’occasione di sostegno importante per tutto il mondo del sociale. Nei modelli per la prossima dichiarazione dei redditi ci saranno quattro caselle per indicare la categoria preferita (ONLUS e non profit; ricerca scientifica e università; ricerca sanitaria; attività sociali svolte dal Comune di residenza). Per scegliere a chi destinare il 5 per mille della propria dichiarazione, basta apporre la propria firma all’interno della categoria prescelta. Se oltre alla categoria si vuole indicare un particolare beneficiario, oltre alla firma bisogna indicare anche il Codice Fiscale del destinatario di questo contributo.

Il 5 per mille non sostituisce l'8  per mille (destinato alle confessioni religiose) e non è un costo aggiuntivo per il contribuente. E' una quota di imposte a cui lo Stato rinuncia per destinarla secondo la volontà del contribuente a soggetti che operino nella ricerca o alle organizzazioni no-profit per sostenere le loro attività.

Chi cerca ulteriori informazioni non ha che da farsi un giretto sul sito dell'Agenzia delle Entrate, dove è già disponibile l'elenco completo dei soggetti ammessi alla destinazione della quota.

Questa del 5 per mille è, a mio avviso, veramente un'ottima idea, che ha soltanto due nei.

Primo neo: l'idea è solo transitoria, vale cioé soltanto per la dichiarazione dei redditi 2005. Sperabilmente la possibilità di destinare il 5x1000 del proprio imponibile IRPEF si affiancherà stabilmente all'8x1000.

Secondo neo: il 5 per mille, a differenza dell'8 per mille, non si calcola sull'intero gettito (cioé sulla somma totale dei 5x1000 di tutti i contribuenti), ma sull'IRPEF del singolo contribuente. In pratica, se non firmi per la destinazione dell'8x1000, i tuoi soldi vanno comunque alle confessioni religiose, in proporzione alle firme effettivamente apposte; se, invece, non firmi per il 5x1000 i soldi vanno semplicemente (e tristemente) nelle casse dell'Agenzia delle Entrate. Sperabilmente le modalità di calcolo verranno equiparate a partire dal 2007. Ancora più sperabilmente mi piacerebbe vedere l'8x1000 destinato alla ricerca e al sociale e il 5x1000 destinato alle confessioni religiose.


postato da: Anto74 alle ore marzo 09, 2006 09:49 | link | commenti (3)
categorie: informazione
mercoledì, 01 febbraio 2006

Priorità 2

Leggevo su Focus (n. 159, gennaio 2006) un articolo dal titolo: "Chi ha paura dei vaccini?". 

Un riquadrino blu attira la mia attenzione...

Il titolo: "Quello anti Aids? Non interessa...".

Il corpo: "Un vaccino ha sconfitto il vaiolo. E un vaccino è l'unica arma che potrebbe sconfiggere l'AIDS. Ma 25 anni dopo la prima diagnosi (e 40 milioni di malati oggi) ci sono molti farmaci, ma nessun vaccino. All'industria non interessa, avevano spiegato i ricercatori interpellati nel 1994 ad uno speciale vaccini della rivista Science. L'investimento dei privati nel vaccino per l'AIDS è un decimo di quello in farmaci post-contagio. Il povero mercato del Terzo Mondo (in cui ci sono la gran parte dei casi di AIDS) non è appetibile. E in Occidente in pochi si vaccinerebbero, perché quasi nessuno si sente a rischio. Infine basta una singola dose di vaccino, mentre i farmaci sono da assumere tutti i giorni per tutta la vita del malato: un mercato molto più allettante. E la stessa tesi vale anche per i vaccini contro malaria, colera, peste, lebbra, Ebola...".

D'accordo. Insegnare agli africani a mettere il preservativo limiterebbe la diffusione della malattia. Ma è veramente questa la priorità? Quanto è comodo prendersela con la Chiesa che travia i cervelli dei poveri africani! Quanto è scomodo prendersela con le case farmaceutiche che, ora con il Tamiflù e con l'aviaria, ora con l'Aids e con il cocktail di retrovirali quotidiano, incrementano i loro fatturati sulle spalle della povera gente!


postato da: Anto74 alle ore febbraio 01, 2006 13:04 | link | commenti (13)
categorie: medicina, informazione, anticlericalismo, contraccezione

Priorità

Ieri sera leggevo Focus (n. 159, gennaio 2006) un articolo dal titolo: "Chi ha paura dei vaccini?". All'ultimo paragrafo leggo: "ogni anno, secondo l'Oms, il virus (dell'influenza, n.d.a.) infetta dal 10 al 20% della popolazione mondiale, causando  5 milioni di ricoveri ospedalieri e 500 mila morti". Stamattina ascoltavo il TG1 delle ore 7 e le mie orecchie sentono: "I casi di aviaria registrati dal 2003 ad oggi sono 148, con 79 decessi". Perché fa notizia soltanto l'aviaria? Soltanto perché potenzialmente può diventare pandemia qualora il virus H5N1 iniziasse a trasferirsi da uomo a uomo?

Sull'aviaria ho tra l'altro trovato un link interessante su Focus.it.


postato da: Anto74 alle ore febbraio 01, 2006 10:01 | link | commenti (1)
categorie: medicina, informazione, influenza aviaria
mercoledì, 07 dicembre 2005

Niente uteri in affitto, siamo olandesi.

Come si dice in questi casi? I nodi, alla fine, vengono al pettine. L'articolo che posto è stato pubblicato qualche giorno fa su "Il Foglio". Non ho molto tempo per leggere tutte le testate (ed Il Foglio è l'ultimo dei giornali che leggo sia on-line che in formato cartaceo), ma a questa notizia non ho trovato riscontro né su Repubblica né sul Corriere (che sono i primi che leggo), forse per distrazione personale. Ad ogni modo, sembra che in Olanda stiano facendo marcia indietro, l'utero in affitto, al di là di tutte le buone intenzioni con le quali questa possibilità era stata anni fa concessa ai cittadini, ha rivelato l'altra faccia della medaglia, sotto la patina libertaria si nascondeva, ancora una volta, l'egoismo delle persone. Se avete tempo leggete con attenzione.

Cause, ripensamenti, rifiuti, trattative al rialzo. All’Aia tornano indietro

Da ora in poi niente più uteri in affitto nella laica Olanda. Si è rivelata nel tempo troppo grande e destabilizzante, infatti, la confusione su chi e perché debba vedersi attribuito il ruolo di genitore: se la coppia committente o la donna che, a titolo più o meno gratuito, porta avanti la gravidanza e partorisce. Senza contare l’altra variante, quella della coppia di omosessuali maschi che commissiona un bambino a una donna fecondata con il seme di uno dei due uomini. Troppi contenziosi, troppe beghe, troppe storie spaventose, anche là dove la pratica della maternità surrogata è tacitamente accettata (come in Belgio) o legale (oltre all’Olanda che ora ci ripensa, in Gran Bretagna e in alcuni Stati americani, come la California). Capita spesso, infatti, che la madre portatrice si rifiuti di consegnare docilmente il “prodotto”, vuoi perché si affeziona a quel bambino che ha nutrito per nove mesi e partorito, vuoi perché (è successo da poco in Belgio ma in America si conta più di un caso), già che c’è, prova a guadagnare di più e cerca di vendere il pupo a un’altra coppia. E ci sono anche i casi di madri e padri committenti che rifiutano il bambino, perché “difettoso” e poco rispondente agli standard qualitativi desiderati.
Sono probabilmente questi aspetti di scarsa governabilità della questione ad aver convinto il legislatore olandese dell’opportunità di proibire l’utero in affitto. Per analoghi motivi, nello scorso aprile, la permissiva Inghilterra ha deciso di eliminare l’anonimato del donatore nelle pratiche di fecondazione eterologa, vista la quantità di cause intentate da figli della provetta diventati adulti e desiderosi di conoscere le proprie origini biologiche. E in altri laicissimi paesi, come la Svezia e la Norvegia, da molto tempo è assicurata al nato da eterologa la possibilità di accedere alle informazioni sulle circostanze del proprio concepimento, ed è da sempre proibita l’eterologa femminile, cioè la donazione di ovociti. C’è da scommettere che, così come per l’Inghilterra, Svezia e Norvegia, ci sarà sicuramente qualcuno che ora lamenterà la necessità del “turismo procreativo” anche per i sudditi della regina d’Olanda. Resta il fatto che paesi ben lontani dalle gabbie confessionali che qui qualcuno lamenta, e da sempre all’avanguardia nel bricolage tecno-procreativo, arrivano a porre limiti dopo che molti danni, nelle vite concrete, sono stati irreparabilmente consumati.

(Il Foglio, 29 Novembre 2005).


postato da: Anto74 alle ore dicembre 07, 2005 09:41 | link | commenti
categorie: famiglia, informazione, figli, maternità/paternità, utero in affitto
giovedì, 01 dicembre 2005

Fosforo bianco a Falluja - 3

Ogni tanto leggo la rubrica Italians di Beppe Severgnini sul Corriere della Sera. Ieri sera mi sono imbattuto in quella che mi sembra un'ottima analisi chimica di cosa fa il fosforo bianco se usato in guerra, qualunque sia lo scopo, di illuminare o di ammazzare.

Finalmente ho trovato un'analisi non politica, ma chimica, cioè scientifica di quello che è accaduto. Posto il link all'intervento(http://www.corriere.it/solferino/severgnini/05-11-30/11.spm) ed anche tutto il relativo testo.

Bombe al fosforo: parlano i chimici
Caro Severgnini,
la email di G. Ronconi (20 novembre) sul fosforo su Falluja («Non bombe al fosforo ma proiettili illuminanti») rischia di generare confusione. Il fosforo può essere sì usato come illuminante o fumogeno «shake & bake», ma omette di dire che il fumo in questione è corrosivo.
Siamo un gruppo di giovani chimici e vorremmo spiegare l'azione di tale sostanza. Non entriamo in merito alle convenzioni internazionali, perché molto dipende da come si utilizza una sostanza; soprattutto se essa si presta a usi diversi come avviene per il fosforo bianco. A contatto con l'ossigeno il fosforo bianco produce anidride fosforica (P4O10). Questa reazione sottrae ossigeno (se sparato addosso al nemico può dunque avere un effetto asfissiante) e genera calore. Poi il P4O10 reagisce violentemente con l'acqua per dare acido fosforico (H3PO4). Conseguenza: a contatto con occhi e mucose, ma anche pelle, si ha deidratazione e forte sviluppo di calore. Se il fosforo è molto: sottrazione di acqua + forte calore = bruciatura dei tessuti umani. Queste due reazioni sono talvolta usate sul campo di battaglia come cortina fumogena occultante, anche se il termine è improprio: P4O10 e H3PO4 non sono fumi, ma pulviscolo che occulta la visuale grazie a fenomeni di tipo ottico. D'altra parte, l'intensa fiamma prodotta fa sì che il fosforo bianco sia a volte usato come illuminante. Però se usato proprio sparandolo contro il nemico, può dare sul corpo gli effetti sopra citati. Molto dipende dalla quantità che si usa, ma l'effetto è senza dubbio «chimico»: sottrazione di ossigeno, deidratazione dei tessuti umani, corrosione.
La notizia dell'uso (confermato dal Pentagono:
http://news.independent.co.uk/world/americas/article327379.ece) di fosforo bianco contro le truppe nemiche (e non come agente occultante o illuminante) è quindi a nostro avviso grave. Per tale descrizione, ci siamo basati sulle nostre conoscenze di chimici. Se c'è qualche esperto in armi chimiche o in tossicologia che vuol dare una descrizione più precisa, ne saremo lieti. Link interessanti: http://www.tox.it/site/index.php?option=com_content&task=view&id=255&Itemid=1
http://en.wikipedia.org/wiki/White_phosphorus_incendiary
http://ptcl.chem.ox.ac.uk/MSDS/PH/phosphorus_white.html
http://ptcl.chem.ox.ac.uk/MSDS/PH/phosphorus_pentoxide.html

F. Bullo, S. Copetti, M. Davanzo, A. Mezzetti, M. Mazzoni, L. Nodari, S. Sartori, L. Stivano ,
giovanichimici@yahoo.it


postato da: Anto74 alle ore dicembre 01, 2005 11:38 | link | commenti
categorie: iraq, guerra, informazione
lunedì, 14 novembre 2005

Napalm a Falluja - 2

Sul sito internet (ufficiale) di Fort Sill, direttamente linkato dal sito ufficiale dell'esercito americano (www.army.it) ho trovato questo: http://sill-www.army.mil/FAMAG/Previous_Editions/05/mar-apr05/PAGE24-30.pdf

Se fate un search per "bake" (=friggere), leggerete quanto segue:

b. White Phosphorous. WP proved to be an effective and versatile munition. We used it for screening missions at two breeches and, later in the fight, as a potent psychological weapon against the insurgents in trench lines and spider holes when we could not get effects on them with HE. We fired “shake and bake” missions at the insurgents, using WP to flush them out and HE to take them out.

Li friggevano per farli uscire e farli fuori... bella mossa, zio Sam!


postato da: Anto74 alle ore novembre 14, 2005 09:37 | link | commenti (2)
categorie: iraq, guerra, informazione
giovedì, 10 novembre 2005

Napalm a Falluja

Qualche giorno fa, un servizio di Rainews24 dava notizia dell'uso di fosforo bianco e MK77 ( napalm ) sulle popolazioni civili a Falluja da parte delle truppe di Bush. Spero che il reportage non sia mai rimosso. Se avete una connessione veloce il link è il seguente: http://www.rainews24.rai.it/ran24/inchiesta/video/fallujah_ITA.wmv.

Io non so commentare, non ci riesco. Ma se avrete la voglia, la possibilità, la forza di vedere per intero il servizio, vi renderete conto del perché.

Intanto sono andato alla ricerca di qualche notizia alternativa, di qualche fonte diversa, per sentire anche il suono dell'altra campana. Ho trovato solo questo: http://wellington.ilcannocchiale.it/?id_blogdoc=725476 ma su un altro blog, nulla ancora su testate di quotidiani nazionali, sui quali sembra si sposino le tesi del servizio filmato a Falluja e messo in onda sul satellite, riporto qualche link, delle più diverse correnti politiche: La Repubblica, Corriere della Sera, L'Unità, Il Giornale, Il Secolo XIX, L'Avvenire. Uusano tutti il condizionale, ma nessuno che faccia un'analisi approfondita sul caso. Dovremo attendere la fine dello sciopero?


postato da: Anto74 alle ore novembre 10, 2005 09:15 | link | commenti (6)
categorie: iraq, guerra, informazione
mercoledì, 26 ottobre 2005

Aviaria. Punto della situazione

Da una risposta di V. Zucconi su Repubblica (http://www.repubblica.it/2005/b/rubriche/letterealdirettore/incupol/incupol.html)

In base a ciò che mi dicono all'Istituto Nazionale della Salute di Washington, dove conosco personalmente il dottor Anthony Fauci, uno dei massimi esperti mondiali di malattie infettive, per anni studioso del virus HIV e responsabile delle contromisure nazionale alle minacce di terrorismo biologico, ecco qui.

1) NON ESISTE, ripeto, NON ESISTE ancora un vaccino per questa specifica variante del virus influenzale, che ancora non ha dimostrato la capacità di passare da uomo a uomo, ma soltanto, in rarissimi casi in Asia per rapporto al numero di polli, da volatile a uomo. Vaccinarsi contro la normale influenza può essere utile per le solite ragioni, età, patologie, etc.

2) Il famoso Tamiflu della Roche NON E' UN VACCINO, è un farmaco antivirale che blocca o limita, se preso al momento giusto, la capacità del virus di attaccare le cellule. Non è una cura miracolosa nè assoluta, anzi, l'uso indiscriminato e cervellotico di questo Tamiflu o degli altri antivirali in commercio può avere conseguenze CATASTROFICHE, perché potrebbe accelerare le mutazioni del virus che, come tutti i microrganismi, è appunto mutante, impara a diventare resistente passando di generazione in generazione, cosa che già purtroppo accade per i batteri di fronte all'impiego eccessivo e massiccio degli antibiotici.

3) Le carni di pollo e le uova ben cotte NON TRASMETTONO il virus, che è cosa ben diversa dal famigerato prione della mucca pazza, presente nelle carni dei bovini affetti da sindrome di Kreutzfeld Jacobs, resistente alla cottura. Cuocere bene sia le carni bianche che le uova.

4) I titoli dei giornali e dei telegiornali POSSONO NUOCERE GRAVEMENTE ALLA SALUTE, inducendo panico, ansia, sudorazioni, insonnia, nausea, cefalee, aumento della pressione arteriosa, assunzione di medicinali alla minchia di cane e inutili esborsi di danaro per l'acquisto di medicine. Quando i media parlano di "influenza aviaria" che si diffonde, si riferiscono agli "aves", agli uccelli, perché l'influenza si diffonde tra di loro. Il "nuovo focolaio" scoperto in Lapponia o in Anatolia è un focolaio tra malcapitate galline, pappagalli, anatre, non tra umani.

Se qualche virologo vuole aggiungere, precisare o correggere, sarò ovviamente lieto di pubblicare.

Per saperne di più sui farmaci antivirali, chi conosce l'inglese legga qui

http://www.cdc.gov/flu/protect/antiviral/


postato da: Anto74 alle ore ottobre 26, 2005 12:47 | link | commenti
categorie: informazione, influenza aviaria
venerdì, 21 ottobre 2005

Un pollo ti ucciderà

Si parla tantissimo nelle ultime settimane dell'influenza aviaria, del virus H5N1 che potrebbe da un momento all'altro scatenare una "pandemia", cioè di una epidemia mondiale di influenza contro la quale non c'è, al momento (a meno che gli ungheresi non abbiano veramente anticipato tutti i laboratori di ricerca del mondo...) non c'è un vaccino che tenga.

Ancora una volta, come per tutti gli argomenti seri, mi sembra che regni, se non la disinformazione, almeno la confusione più assoluta e, di sicuro, l'allarmismo.

Si legge, soprattutto nei titoloni riportati per vendere copie, che il virus è arrivato in Europa senza dire che ad essere infettati sono solo i polli (in Turchia, in Romania, in Grecia si uccide già pollame infetto).

Si legge, sempre negli stessi titoloni, che il virus ha fatto vittime umane in Asia orientale, riportando solo raramente che nella gran parte dei casi chi è infettato ha bevuto sangue crudo di gallina (a noi occidentali farà schifo, ma in Asia è una pratica diffusa), oppure è stato a contatto diretto e prolungato con animali ammalati (chissà che qualcuno, come si sente spesso dire che accada anche dalle nostre parti, non abbia anche fatto porcherie con questi animali...).

Raramente leggo che il virus, per il momento (ma le mie informazioni sono vecchie di una settimana), non è in grado di trasmettersi da uomo ad uomo (c'è, mi sembra, un solo caso sospetto... ripeto... SOSPETTO).

Ma la cosa che più mi impensierisce è che, a fronte della minaccia di epidemia mondiale, viene suggerito ai paesi europei di aumentare le scorte di vaccino per l'influenza "normale", cioè per quella che dovrebbe effettivamente metterci a letto nel prossimo inverno. Nessuno dice che quel vaccino è perfettamente inutile, ma che serve soltanto ad accelerare le eventuali diagnosi di influenza aviaria. Cosa ancora più grave, si semina panico dicendo che di vaccino non ce n'è per tutti.

Stamattina, come al solito, ho letto le "Lettere al Direttore" dell'edizione on-line di Repubblica, Vittorio Zucconi. Stimo molto Zucconi, anche se le sue idee, molto spesso, non sono le mie. Ma la risposta che ha dato ad un tizio che addirittura è andato all'estero a fare scorta di antivirali è stata veramente fantastica, tanto che voglio riportarla...

UN POLLO TI UCCIDERA'
Caro direttore,
L'ho sentita anche a Radio Capital e l'ho letta anche qui fare un po' il Don Ferrante e rifiutarsi di credere al rischio della pandemia da virus dei polli. A me pare una cosa seria e grave e ho provveduto a fare scorta all'estero di Tamiflu per me e per la mia famiglia e le consiglio di fare altrettanto.
Cordialità
xxxxxx xxxxxxxx

Guardi, Franco, io non sono scettico, sono uno che ha semplicemente esaurito la scorta di paure. Ho il serbatoio vuoto, non ho più paure da spendere. Devo preoccuparmi per il terrorismo, l'islamizzazione, l'Eurabia, la Cina, la Sars, l'inquinamento, gli uragani, l'effetto serra, Ebola, il Virus del Nilo, il colesterolo, i trigliceridi, la zanzara tigre, l'Hivs, la microcriminalità, il mercurio nel pesce, la mucca pazza, no quella non più, i batteri resistenti, lo stafilococco aureo, la malasanità, la pressione arteriosa, l'artrosi, la gengivite, il morbo di Lyme, il radon in cantina, le radiazioni nell'aria, l'ozono bucato, gli ultravioletti micidiali, eccheminchia. Se sarà un pollo a uccidermi dopo che sono scampato a tutto questo, onore al pollo. Ma non posso stare sveglio la notte anche per un gallina faraona.


postato da: Anto74 alle ore ottobre 21, 2005 11:35 | link | commenti
categorie: informazione, influenza aviaria